Ieri sono andata al Salone del Libro di Torino e per
poter lasciare spazio ai libri che avrei comprato ho sacrificato l'ombrello.
Naturalmente quando è arrivato il momento di uscire dalla fiera era in atto un
vero e proprio nubifragio che mi ha completamente lavata. Il tragitto fino alla
metro è stato incredibile, gocciolavo dappertutto ma sono riuscita a proteggere
i libri tenendo ben arrotolate le buste che li contenevano. Ovviamente per far
questo e dato il peso dei volumi non ho potuto correre più di tanto ma sono
rimasta a passeggiare inerme sotto l'acqua che scrosciava. Dall'uscita della
metro all'auto è stata un'altra avventura, ma devo dire che, ormai rassegnata
ad essere impregnata d'acqua, mi sono resa conto che non c'è assolutamente
nulla di tragico a bagnarsi sotto la pioggia. Se ci si mette l'anima in pace si
riscopre qualcosa di selvaggio e naturale a non essere protetti da un ombrello.
In balia della natura, tornando a casa e senza doversi preoccupare di trucco
che scivola via e capelli che si spettinano, è stata una riscoperta di
sensazioni dimenticate da tempo, quando si andava a scuola e ci si vergognava a
coprirsi perché solo chi non aveva l'ombrello era un vero duro... comunque, piacevole
o no, sono arrivata a casa completamente bagnata ed infreddolita, e avevo
davvero voglia di qualcosa di caldo. Visto che avevo del basilico fresco in
giardino che sta cercando di galleggiare tra gli acquazzoni di questi giorni ho
deciso di prenderlo e preparare del buon pesto. Il tramezzino del pranzo
mangiato tra gli stand doveva essere rimpiazzato da qualcosa di ben più
appetitoso e avevo voglia di una cenetta un po' calda e speciale. Trofie calde,
pesto succoso, un vestitino sexy ed ecco pronto un sabato sera appetitoso.
Premetto che io non aggiungo mai aglio nei miei piatti,
ma siccome la ricetta originale lo prevede io l'ho inserito. Vi assicuro che il
pesto è ottimo anche senza aglio e ne guadagneranno i vostri baci post-cena.
Ingredienti:
Pesto alla Genovese
Basilico fresco (circa 40 foglie)
Pinoli (2 cucchiai)
Aglio (uno spicchio, a piacere)
Grana grattugiato (40gr)
Pecorino grattugiato (40gr)
Olio evo
Sale grosso
Il vero pesto alla genovese deve essere lavorato
velocemente nel mortaio, proprio da questo movimento questo delizioso
condimento prende il nome. Se non avete il mortaio o non avete tempo potete
provare ad utilizzare il frullatore ma unite il basilico come ultimo
ingrediente di modo che rimanga il meno possibile a contatto con le lame.
Unite in un mortaio i pinoli, le foglie di basilico lavate e ben asciugate,
l'aglio (se volete) e qualche granello di sale e lavoratelo finché non sarà
diventato omogeneo. Poi incorporate l'olio a filo in modo da ottenere una
consistenza cremosa. Unite ancora grana e pecorino, continuando a mescolare in
modo da amalgamare bene la crema e ponete in frigorifero per almeno un'oretta.
Al momento di unire il pesto alla pasta (io ho utilizzato
le trofie che si accompagnano perfettamente a questo condimento) aggiungetevi
un cucchiaio dell'acqua di cottura della pasta ed amalgamate bene il tutto.
Un primo piatto delizioso, tipico della tradizione ligure
che sa di mare e di estate, anche se qui purtroppo il freddo persiste. Io ho
preparato delle bruschette con pomodorini e acciughe come antipasto e del pesce
al cartoccio come secondo. Un fantastico vino bianco ad accompagnare il tutto e
fragole con gelato per dessert.
Ecco qualche immagine dal Salone, quella all'esterno sono riuscita a scattarla prima del diluvio.
Ecco qualche immagine dal Salone, quella all'esterno sono riuscita a scattarla prima del diluvio.







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